La Settimana Santa nel Salento non è un evento: è un sistema rituale ancora pienamente vivo, dove confraternite fondate nel Seicento organizzano processioni con la stessa struttura di quattro secoli fa, dove le marce funebri dei compositori ottocenteschi risuonano nelle stesse strade barocche, e dove il griko — lingua parlata ininterrottamente dal X secolo — continua a narrare la Passione di Cristo con le stesse 66 strofe.
Pasqua 2026 cade il 5 aprile. La Settimana Santa inizia con la Domenica delle Palme il 29 marzo e culmina nel Triduo Pasquale del 2-4 aprile. Questa guida raccoglie tutto: i riti di Gallipoli e Lecce, i Canti di Passione nella Grecìa Salentina, le tradizioni gastronomiche, un itinerario di 5 giorni e le migliori soluzioni per soggiornare nel cuore degli eventi.
Le radici profonde: tra Bisanzio, Roma e il mondo contadino
Nessun’altra regione italiana conserva con uguale intensità l’intreccio di radici bizantine, eredità spagnola e tradizioni precristiane che si manifesta nei riti pasquali del Tacco d’Italia. La chiave è la geografia culturale del Salento: la Grecìa Salentina, enclave ellenofona dove ancora si parla il griko, è il residuo di una colonizzazione bizantina che dopo l’876 d.C. ellenizzò l’intero territorio. Su questa base greca si innestò la dominazione spagnola del XVI-XVII secolo, che importò il modello delle confraternite penitenziali, dei cortei incappucciati e dei Misteri processionali. La Controriforma e l’estetica barocca completarono la trasformazione.
Il risultato è unico in Europa: processioni che mescolano l’eredità della Semana Santa andalusa con la lingua greca dei Canti di Passione, le statue in cartapesta leccese con le marce funebri dei compositori locali, il rito cattolico romano con la liturgia bizantina della Chiesa Greca di Lecce.
Gallipoli: dove il sacro incontra il mare

Gallipoli è il cuore pulsante della Settimana Santa salentina, con le sue 10 confraternite attive e un calendario che va dal Venerdì prima delle Palme alla Domenica di Pasqua. Due gli appuntamenti imperdibili: la Processione dell’Urnia la sera del Venerdì Santo (3 aprile, dalle 17:00) con i cinque Misteri Dolorosi in cartapesta, i penitenti scalzi e le marce funebri; e la Processione della Desolata alle 3:00 di notte del Sabato Santo (4 aprile), che si conclude con l’incontro tra la Madonna e il Cristo Morto davanti al mare Ionio all’alba.

Per chi vuole vivere questi riti dalla prima fila, abbiamo due case vacanza nel cuore di Gallipoli: Lunaspina nel centro storico e Ruggine Loft sul porto del Canneto. Per chi preferisce la tranquillità della costa, La Vela a Lido Conchiglie è a pochi minuti dal centro.

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Lecce: barocco, incenso e griko
A Lecce la Settimana Santa si dispiega dentro una delle scenografie urbane più straordinarie d’Europa. La processione del Venerdì Santo (3 aprile, ore 19:30) parte dalla Chiesa di Santa Teresa lungo il corridoio barocco di Via Libertini, attraversa Piazza Sant’Oronzo e raggiunge Piazza Duomo. Ma la sorpresa è la Chiesa di San Niccolò dei Greci, dove la Settimana Santa si celebra in rito bizantino con liturgie in greco, italiano e albanese.
La nostra base a Lecce è l’Attico Rudiae, un attico con terrazza panoramica a Porta Rudiae, a 8 minuti a piedi dal Duomo e a 5 dalla Basilica di Santa Croce.
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La Grecìa Salentina e i Canti di Passione
Il patrimonio più originale del Salento pasquale è invisibile a chi non lo cerca. Nella Grecìa Salentina — l’enclave di 12 comuni dove si parla ancora il griko — la Quaresima è scandita dai Canti di Passione: la Passiùna tu Christù, un poema di 66 strofe cantato in lingua greca agli incroci e nelle strade, di casa in casa.
Nel 2026 la rassegna “Ce Custi o Gaddho na Cantalisi” raggiunge la sua edizione più ampia: 12 giorni, 15 appuntamenti, oltre 350 artisti, dal 21 marzo al 1 aprile, con direzione artistica di Antonio Melegari. Concerti, processioni tradizionali, visite guidate gratuite e il Menù della Passione nei ristoranti locali. Tra gli appuntamenti più suggestivi: la 36ª Rassegna Santu Lazzaru a Cutrofiano (28 marzo, dalle 10:00 alle 22:00) e il concerto finale a Martignano (1 aprile).
L’entroterra: la Quaremma e i riti che il tempo non ha cancellato
L’entroterra salentino custodisce tradizioni che nelle città si sono affievolite. A Parabita — un borgo di 9.000 abitanti a 12 km da Gallipoli — la processione del Venerdì Santo è guidata dagli “scazzati”: penitenti incappucciati che camminano scalzi trascinando pesanti catene di ferro, portando grandi croci di legno sulle spalle. La Confraternita delle Anime del Purgatorio, fondata nel 1660 dal vescovo spagnolo Montoya de Cardona, organizza i riti con una struttura che non è cambiata in tre secoli e mezzo.
Il Sabato Santo a mezzogiorno, in molti comuni del Salento si celebra lo Scoppio della Quaremma: un fantoccio di stracci raffigurante una vecchia vestita di nero, con un’arancia infilzata da sette piume, viene bruciato in piazza. È un rito di morte e rinascita stagionale che precede il Cristianesimo.
Per chi vuole vivere l’entroterra autentico, le nostre due casette a Parabita sono nel cuore di questo mondo. Casetta Rotulì è ideale per famiglie (3 posti letto, spazio esterno), Casetta Rotulà è perfetta per coppie, con una terrazza privata dove cenare sotto le stelle. Entrambe nello stesso palazzo novecentesco del centro storico, a 10 km da Gallipoli e 36 da Lecce.
La tavola di Pasqua: cuddhura, pasta reale e i sapori della tradizione
La Pasqua salentina si mangia tanto quanto si prega. Le cuddhure — dal greco kollýra, “rotondo” — sono pani dolci con uova sode incastonate, in forme cariche di simbolismo: la pupa (bambola) per le ragazze, il caddhuzzu (gallo) per i ragazzi, lu core (cuore) tra fidanzati. Le uova sono sempre in numero dispari.
L’agnello di pasta di mandorle — il pecureddhru — è il dolce-simbolo della Pasqua: una tradizione monastica attribuita alle benedettine del Convento di San Giovanni Battista di Lecce, decorato con lo stendardo rosso della Resurrezione. E poi l’agnello al forno con le patate, i turcinieddi alla griglia, i cavatelli al vincotto del Venerdì Santo — pasta colorata di rosso scuro dal vino cotto, simbolo del sangue di Cristo.
Itinerario di 5 giorni: dalla Domenica delle Palme a Pasquetta
| Giorno | Orario | Evento |
|---|---|---|
| Dom 29 marzo | mattina | Lecce: benedizione delle Palme a Santa Chiara, poi visita al centro storico barocco |
| Gio 2 aprile | sera | Gallipoli: pellegrinaggio notturno delle confraternite ai Sabburchi |
| Ven 3 aprile | pomeriggio | Gallipoli: Processione dell’Urnia dalle 17:00 (posizionarsi sul ponte) |
| Ven 3 aprile | sera | Lecce: Processione del Cristo Morto dalle 19:30 (Piazza Duomo) |
| Sab 4 aprile | notte/alba | Gallipoli: Processione della Desolata dalle 3:00 (Chiesa della Purità) |
| Dom 5 aprile | mezzogiorno | Gallipoli: Scoppio della Quaremma + pranzo pasquale |
| Lun 6 aprile | mattina | Calimera: Rito della Pietra Forata (passaggio nel menhir) + pranzo all’aperto |
L’itinerario richiede flessibilità: il Venerdì Santo è l’unico giorno in cui è necessario spostarsi tra Gallipoli e Lecce (40 minuti in auto). Per tutti gli altri giorni, una base unica funziona bene. La scelta ideale dipende dalla priorità: Gallipoli per le processioni più spettacolari, Lecce per il barocco e i Canti di Passione, l’entroterra per l’autenticità assoluta.
Dove alloggiare: la base giusta per ogni esperienza
A Gallipoli, nel centro storico: Lunaspina — per coppie che vogliono vivere le processioni a piedi, a due passi dalla Chiesa della Purità e dal Castello Aragonese.
A Gallipoli, sul porto: Ruggine Loft — design contemporaneo sul Canneto, due livelli indipendenti. Il ponte seicentesco è a 4 minuti a piedi.
Sulla costa: La Vela — a 20 metri dal mare di Lido Conchiglie, posto auto privato. Ideale per famiglie che vogliono mare e Settimana Santa.
A Lecce: Attico Rudiae — terrazza panoramica a Porta Rudiae, nel cuore del barocco. Il Duomo è a 8 minuti a piedi.
Nell’entroterra: Casetta Rotulì (famiglie, 3 posti letto) e Casetta Rotulà (coppie, terrazza privata) a Parabita — tradizione salentina autentica nello stesso palazzo novecentesco del centro storico. A 10 km da Gallipoli e 36 da Lecce: la base strategica per chi vuole esplorare tutto il Salento dormendo nel silenzio.
Domande frequenti
Quando si svolge la Settimana Santa 2026 nel Salento?
La Settimana Santa 2026 va dal 29 marzo (Domenica delle Palme) al 5 aprile (Pasqua). Il Triduo Pasquale è il 2-4 aprile. I Canti di Passione iniziano già il 21 marzo.
Quali sono le processioni più importanti?
La Processione dell’Urnia a Gallipoli (Venerdì Santo, ore 17:00), la Processione della Desolata a Gallipoli (Sabato Santo, ore 3:00) e la Processione del Cristo Morto a Lecce (Venerdì Santo, ore 19:30).
Serve prenotare l’alloggio in anticipo per Pasqua?
Sì. La Settimana Santa è uno dei periodi più richiesti nel Salento, soprattutto a Gallipoli e Lecce. Consigliamo di prenotare con almeno 3-4 settimane di anticipo per trovare disponibilità nel centro storico.
Si può seguire sia Gallipoli che Lecce nella stessa settimana?
Assolutamente sì. Le due città distano circa 40 km (40 minuti in auto). Il Venerdì Santo è l’unico giorno in cui gli orari delle processioni si sovrappongono parzialmente: l’Urnia di Gallipoli parte alle 17:00, quella di Lecce alle 19:30.
Cosa mangiare a Pasqua nel Salento?
Le cuddhure (pane dolce con uova), l’agnello di pasta di mandorle, l’agnello al forno con patate, i turcinieddi, e i cavatelli al vincotto del Venerdì Santo. Per un’esperienza completa, prenotate il Menù della Passione durante i Canti di Passione.
Le processioni sono gratuite?
Sì, tutte le processioni sono aperte al pubblico e gratuite. Anche le visite guidate ai Borghi della Passione durante i Canti di Passione sono gratuite con prenotazione.
Scopri le nostre case nel cuore del Salento e scegli la base perfetta per la tua Settimana Santa. Dalla terrazza di Lecce al porto di Gallipoli, dalla costa al silenzio dell’entroterra: ogni dettaglio è pensato per farti sentire a casa.


