Lecce è conosciuta nel mondo per il barocco, per la pietra dorata delle sue facciate, per i caffè di Piazza Sant’Oronzo. Ma c’è un’altra Lecce, meno fotografata e più profonda, che emerge nei giorni della Settimana Santa: quella delle confraternite incappucciate che processano tra le chiese al lume di candela, delle marce funebri che risuonano lungo Via Libertini, e di una tradizione unica in Italia — i Canti di Passione in lingua grika.
La Settimana Santa 2026 a Lecce segna un’occasione storica: è la prima presieduta da Mons. Angelo Raffaele Panzetta come arcivescovo della diocesi. Il programma ufficiale, pubblicato il 19 marzo 2026, conferma una settimana ricca di appuntamenti liturgici e culturali che trasformano il centro storico in un teatro sacro.
Il programma ufficiale della Settimana Santa 2026 a Lecce
| Giorno | Orario | Evento |
|---|---|---|
| Dom 29 marzo | ore 10:30 | Domenica delle Palme — benedizione sul sagrato di Santa Chiara, processione a Piazza Duomo |
| Mer 1 aprile | ore 17:30 | Messa del Crisma — processione del clero da Santa Teresa a Piazza Duomo lungo Via Libertini |
| Gio 2 aprile | ore 18:00 | Missa in Coena Domini in Cattedrale |
| Gio 2 aprile | sera | Visita ai Sepolcri (li Sebburchi) — tradizione del numero dispari di chiese |
| Ven 3 aprile | ore 18:00 | Azione Liturgica nella Passione del Signore in Cattedrale |
| Ven 3 aprile | ore 19:30 | PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO E DELLA DESOLATA — da Santa Teresa |
| Sab 4 aprile | ore 22:00 | Solenne Veglia Pasquale presieduta dall’Arcivescovo in Cattedrale |
| Dom 5 aprile | ore 11:00 | Solenne Pontificale nella Risurrezione del Signore in Cattedrale |
La processione del Venerdì Santo: dal barocco alla commozione
Alle 19:30 del Venerdì Santo parte dalla Chiesa di Santa Teresa, su Via Libertini, la processione del Cristo Morto e della Desolata. È organizzata dall’Arciconfraternita di Gesù Agonizzante e dei Santi Medici, con la partecipazione dell’Arcivescovo, delle confraternite del centro storico, del clero e delle autorità.
Le due statue portate a spalla raccontano la storia dell’arte sacra leccese. Il Cristo Morto è un’opera in cartapesta a grandezza naturale di Eugenio Maccagnani, databile intorno al 1800, adagiato in una bara di cristallo e vetro. La Madonna Desolata, interamente vestita di nero, ha recentemente ricevuto un nuovo abito di seta nera con ricami in agremano d’oro e una base lignea in cirmolo laccata con foglia d’oro.
Il percorso si snoda dal corridoio barocco di Via Libertini attraverso Porta San Biagio, raggiunge Piazza Sant’Oronzo, poi prosegue verso Piazza Duomo. Qui l’Arcivescovo pronuncia il messaggio penitenziale dai gradini della Cattedrale. La luce delle candele che si riflette sulla pietra leccese dorata, le marce funebri della banda, la troccola che sostituisce le campane mute — tutto crea un’atmosfera di solenne drammaticità che dura circa due ore.
Una tradizione perduta racconta che al rientro in chiesa, il sacerdote trovava la porta chiusa e bussava tre volte. Solo al terzo colpo la porta si apriva per accogliere il Cristo Morto e la Desolata.
Il segreto meglio custodito: il rito bizantino alla Chiesa Greca
Pochi visitatori sanno che Lecce custodisce un gioiello unico: la Chiesa di San Niccolò dei Greci, nel centro storico tra la Basilica di Santa Croce e il Monastero di San Giovanni Evangelista. È la sede della parrocchia bizantina cattolica dell’Eparchia di Lungro, dove la Divina Liturgia si celebra secondo il testo di San Giovanni Crisostomo, in greco, italiano e albanese.
L’interno è uno spettacolo: un’iconostasi in pietra leccese con 42 icone dal XVI al XIX secolo. Durante la Settimana Santa, la chiesa celebra i riti in rito bizantino: il Giovedì Santo con la drammatizzazione di 12 brani evangelici sulla Passione, il Venerdì con l’Epitafios Thrinos — la lamentazione funebre bizantina ai Sepolcri. È l’eredità vivente della Terra d’Otranto bizantina, un filo ininterrotto di tradizione cristiana orientale.
Canti di Passione 2026: la Passiùna in griko che commuove il mondo
Il contributo più originale del Salento alla devozione pasquale italiana è la Passiùna tu Christù: un poema di 66 strofe in lingua grika che narra l’intera Passione di Cristo, accompagnato da gesti mimici e musica di fisarmonica. Viene cantato agli incroci e per le strade della Grecìa Salentina durante la Quaresima, perché tutti possano ascoltarlo. Nessun’altra regione italiana possiede un equivalente in lingua greca vivente.
Nel 2026, la rassegna “Canti di Passione — Ce Custi o Gaddho na Cantalisi” raggiunge la sua edizione più ampia: 12 giorni, 15 appuntamenti, oltre 350 artisti, dal 21 marzo al 1 aprile. La direzione artistica è di Antonio Melegari. Gli eventi toccano 15 comuni della Grecìa Salentina — da Sternatia a Martignano, da Calimera a Melpignano — con concerti, processioni tradizionali, visite guidate gratuite ai “Borghi della Passione” e il Menù della Passione: cucina quaresimale contadina a 25 euro nei ristoranti locali.
La tappa di Lecce (27 marzo) parte proprio dalla Chiesa Greca verso la Chiesa di San Giovanni Evangelista, unendo idealmente il rito bizantino ai canti della tradizione grika.
I Sabburchi: il grano bianco e i Giardini di Adone
La sera del Giovedì Santo, i leccesi visitano le chiese che espongono gli Altari della Reposizione — li Sebburchi in dialetto. La tradizione impone di visitarne un numero dispari. I più suggestivi sono quelli della Cattedrale, di Santa Croce, di San Matteo e di Santa Teresa: decorati con piatti di grano germogliato al buio, i cui steli pallidi ed eterei sono ornati con nastri rossi e bandierine. Si tratta della trasposizione cristiana degli antichi Giardini di Adone greci, rituali di morte e rinascita vegetativa.
Dove dormire a Lecce durante la Settimana Santa
Attico Rudiae è il nostro attico con terrazza panoramica a Porta Rudiae, l’ingresso monumentale del centro storico. Da qui il Duomo è a 8 minuti a piedi, la Basilica di Santa Croce a 5, la stazione ferroviaria a 10. La sera del Venerdì Santo, dalla terrazza, vedrete le cupole delle chiese illuminarsi nella luce delle candele. È la base perfetta per vivere la Settimana Santa leccese interamente a piedi, rientrando in un angolo di quiete affacciato sui tetti della città barocca.
Per chi vuole esplorare anche l’entroterra e la Grecìa Salentina dei Canti di Passione, le nostre Casetta Rotulì e Casetta Rotulà a Parabita sono la base strategica perfetta: a 36 km da Lecce e 12 da Gallipoli, permettono di combinare i riti di tutte le città con la tranquillità dell’entroterra. Rotulì è ideale per famiglie (3 posti letto con spazio esterno), Rotulà è perfetta per coppie grazie alla sua terrazza privata sotto le stelle.
Consigli pratici per i visitatori
I punti migliori per assistere alla processione del Venerdì Santo sono Piazza Duomo (arrivare entro le 18:30 per trovare posto), Via Libertini all’uscita dalla Chiesa di Santa Teresa, e Piazza Sant’Oronzo. Il centro storico è compatto e interamente pedonale: tutto è raggiungibile in 15-20 minuti a piedi.
Per i Sepolcri del Giovedì sera, pianificate il giro tra le chiese partendo da Santa Croce, poi la Cattedrale, San Matteo, Santa Teresa e Sant’Angelo. Abbigliamento rispettoso. Per i Canti di Passione, le visite guidate gratuite ai Borghi della Passione si prenotano via WhatsApp al +39 3780677478.
Scopri anche la nostra guida completa alla Settimana Santa nel Salento e la Settimana Santa a Gallipoli 2026.
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