C’è un momento dell’anno in cui Gallipoli smette di essere la città delle spiagge e della movida estiva e mostra il suo volto più antico. È la Settimana Santa: sette giorni in cui il centro storico — un’isola di pietra collegata alla terraferma da un ponte seicentesco — diventa il palcoscenico di processioni che si ripetono con la stessa struttura da oltre quattro secoli.
Gallipoli è definita “la città delle sessanta processioni”: circa 60 cortei sacri all’anno organizzati da 10 confraternite attive nella città vecchia. La Settimana Santa è il culmine di una devozione che risale ai movimenti penitenziali del XIV secolo e fu plasmata dalla dominazione spagnola, che introdusse la struttura cerimoniale affidata alle confraternite. La prima autorizzazione documentata per la visita ai Sepolcri risale al 1567.
Questa guida raccoglie tutto ciò che serve per vivere la Settimana Santa gallipolina nel 2026: il calendario completo con date e orari, i dettagli di ogni processione, i consigli pratici per i visitatori e le migliori soluzioni per soggiornare nel cuore degli eventi.
Calendario 2026: tutti gli appuntamenti giorno per giorno
| Giorno | Orario | Evento |
|---|---|---|
| Ven 27 marzo | ore 12:00 | Processione della Madonna Addolorata — dalla Chiesa del Carmine, benedizione del porto |
| Dom 29 marzo | ore 10:00 | Domenica delle Palme — benedizione delle palme, Chiesa di S. Francesco d’Assisi |
| Gio 2 aprile | ore 18:30 | Messa in Coena Domini in Cattedrale |
| Gio 2 aprile | ore 19:30 | Allestimento dei Sabburchi (Sepolcri) in tutte le chiese |
| Gio 2 aprile | ore 20:00 | Pellegrinaggio notturno delle 10 confraternite ai Sepolcri (tutta la notte) |
| Ven 3 aprile | ore 17:00 | PROCESSIONE DELL’URNIA (Misteri + Cristo Morto) — fino alle 2:00 circa |
| Sab 4 aprile | ore 3:00 | PROCESSIONE DELLA DESOLATA — dalla Chiesa della Purità, fino alle 10:30 |
| Dom 5 aprile | ore 12:00 | Scoppio della Quaremma — rito di Pasqua nel centro storico |
La Processione dell’Urnia: il Venerdì Santo che ferma il tempo

Il cuore assoluto della Settimana Santa gallipolina batte la sera del Venerdì Santo. La processione parte intorno alle 17:00 dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso, sui bastioni della città vecchia.
Ad aprire il corteo è il Troccolante: una figura solitaria della Confraternita del Crocifisso, con sacco rosso, mozzetta celeste e una corona di spine di asparago selvatico sul capo. Agita la trozzula — uno strumento a percussione di legno con battenti metallici che produce un suono aspro e dissonante, annunciando il passaggio del corteo nelle strade strette del centro storico.
Seguono la tromba e il tamburo, poi la Croce dei Misteri, che porta tutti i simboli del martirio: chiodi, martello, tenaglie, lancia, spugna. Sfilano quindi i cinque Misteri Dolorosi in statue di cartapesta — dall’Orazione nel Getsemani alla Crocifissione — seguiti dalla grande Urnia: il Cristo Morto, statua lignea del 1836, adagiato in una monumentale “macchina” fiorita con baldacchino, angeli e putti. La composizione floreale viene riprogettata ogni anno. Chiude il corteo la Madonna Addolorata, statua settecentesca portata dalla Confraternita di Santa Maria degli Angeli.

Tra i confratelli camminano i penitenti anonimi: scalzi sull’intera città, portano pesanti croci di legno sulle spalle o le “pisare” — pietre legate con funi, una sul petto e una sulla schiena. Le loro identità sono note quasi a nessuno fuori dalla confraternita. Un coro di voci bianche segue le statue, mentre una banda esegue strazianti marce funebri composte da musicisti gallipolini.


Il corteo attraversa il ponte verso la città nuova, entra nella Cattedrale di Sant’Agata dove i Misteri raggiungono l’altare, poi rientra nella città vecchia. La processione si conclude tra mezzanotte e le 2:00 del Sabato Santo, sui bastioni affacciati sul mare, dove il sacerdote benedice lo Ionio con il Sacro Legno della Croce.

La Desolata all’alba: il momento più intenso dell’anno
La processione appena terminata lascia il posto al momento più intimamente drammatico. Alle 3:00 di notte del Sabato Santo, dalla Chiesa di Santa Maria della Purità, esce la processione della Desolata.
La Confraternita della Purità — sacco bianco, mozzetta giallo paglierino, cappuccio bianco — porta il Cristo Morto nell’urna d’oro zecchino e la statua della Desolata: una magnifica opera ottocentesca in cartapesta, Madonna vestita a lutto in nero con manto ricamato in oro, seduta ai piedi della Croce con il volto segnato dall’angoscia.

La processione parte nel buio totale, illuminata solo da quattro lanterne processionali e dai ceri dei confratelli. Solo una tromba lacerante e i rulli funebri del tamburo rompono il silenzio. Le porte delle case si aprono, le finestre si illuminano, le madri tengono in braccio i bambini ancora assonnati per assistere al passaggio.
Il momento culminante avviene alla Spianata della Purità, l’area aperta davanti alla chiesa con il mare Ionio come sfondo: le statue della Desolata e del Cristo Morto si “incontrano” faccia a faccia — l’ultimo abbraccio simbolico tra Madre e Figlio, all’alba, davanti al mare.
I Sabburchi e il grano bianco: il rito del Giovedì Santo
La sera del Giovedì Santo, tutte le chiese di Gallipoli allestiscono gli Altari della Reposizione, chiamati in dialetto “Sabburchi”: elaborate composizioni di fiori, damasco, candele e, soprattutto, i caratteristici piatti di grano germogliato al buio. I semi vengono piantati settimane prima in piattini di terracotta e crescono senza luce, producendo steli pallidi ed eterei che decorano gli altari. Questa tradizione è la trasposizione cristiana degli antichi “Giardini di Adone” greci, rituali di morte e rinascita vegetativa.
Dalle 20:00 inizia lo spettacolo più suggestivo del Giovedì: tutte le 10 confraternite, nei loro abiti distintivi con cappuccio calato sul volto, processano attraverso i vicoli del centro storico visitando ogni Sepolcro. Ogni corteo è preceduto dal suono della tromba e della trozzula. Il pellegrinaggio dura tutta la notte.
Le confraternite: i custodi di una tradizione secolare
Le confraternite gallipoline nacquero come corporazioni di arti e mestieri e sono l’ossatura organizzativa della Settimana Santa. I bottai fondarono la Confraternita del SS. Crocifisso intorno al 1540, i pescatori quella di Santa Maria degli Angeli nel XVII secolo, i facchini la Confraternita della Purità tra il 1662 e il 1665. I colori dei loro abiti creano un corteo cromatico straordinario: il rosso e celeste del Crocifisso, il bianco e celeste degli Angeli, il bianco e giallo paglierino della Purità, fino allo spettacolare sacco celeste vivido con mozzetta di seta rossa dipinta della Confraternita della Neve, quella dei fabbri.
Dove alloggiare per vivere la Settimana Santa da protagonisti
La posizione fa la differenza. Per vivere le processioni senza dover dipendere dall’auto, soggiornare nel centro storico o nelle immediate vicinanze è la scelta migliore.
Lunaspina, la nostra casa vacanza nel cuore del centro storico di Gallipoli, vi mette a due passi dalla Chiesa della Purità, da dove parte la processione della Desolata alle 3 di notte. Potrete seguire i riti affacciandovi dalla terrazza e raggiungere ogni chiesa a piedi. Un appartamento compatto e autentico, pensato per coppie che vogliono vivere Gallipoli dall’interno.
Ruggine Loft, il nostro loft di design affacciato sul porto del Canneto, è a 4 minuti a piedi dal ponte seicentesco che collega la città vecchia: il punto perfetto per vedere l’arrivo della processione dell’Urnia. Due livelli indipendenti, ideale per coppie o piccoli gruppi.
La Vela, a Lido Conchiglie, è la scelta giusta per chi vuole combinare la Settimana Santa con il relax della costa: a 20 metri dal mare e a pochi minuti in auto dal centro di Gallipoli. Posto auto privato incluso, perfetta per famiglie.
Consigli pratici per i visitatori
I migliori punti di osservazione sono il ponte seicentesco, dove il passaggio delle processioni tra città vecchia e nuova è particolarmente drammatico; i bastioni presso le chiese del Crocifisso e degli Angeli, dove si conclude la processione notturna del Venerdì; e la Spianata della Purità, dove la Desolata incontra il Cristo Morto con il mare sullo sfondo.
La città vecchia diventa estremamente affollata durante le processioni principali. Il consiglio è arrivare con largo anticipo, parcheggiare nella città nuova e raggiungere il centro storico a piedi. Gallipoli è servita dalla stazione ferroviaria delle Ferrovie del Sud Est.
Per la Desolata delle 3:00, posizionatevi nei pressi della Chiesa della Purità o lungo il percorso di rientro nella città vecchia. Copritevi bene: le notti di inizio aprile nel Salento possono essere fresche.
Lo Scoppio della Quaremma e la tavola di Pasqua
La Domenica di Pasqua porta il rito più antico e pagano della tradizione gallipolina: lo Scoppio della Quaremma. Un fantoccio di stracci raffigurante una vecchia vestita di nero, con un’arancia infilzata da sette piume (una rimossa ogni settimana di Quaresima), viene bruciato a mezzogiorno nel centro storico. È la fine della penitenza, il trionfo della vita.
La tavola pasquale gallipolina è un’esperienza a sé: le cuddhure — pani dolci con uova sode a forma di colomba, galletto o cuore —, l’agnello di pasta di mandorle decorato con lo stendardo della Resurrezione, e lo Spazzatu, stufato di agnello, uova e pane raffermo tipico esclusivamente di Gallipoli e dei comuni vicini, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
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